Spada giapponese

Si può dire che nella nostra pratica, derivante dalle discipline Bugei e Bujutsu, didatticamente le discipline di spada studiate sono fondamentalmente tre:

  • Batto-jutsu
  • Iai-jutsu
  • Ken-jutsu

ma le differenze non sono poi così sostanziali come si potrebbe pensare, sempre di spada si tratta.

Nella concezione didattica della nostra scuola nel Batto-jutsu si studiano tutte quelle forme distintive di estrazione della spada dal fodero in cui si manifesta l’intenzione immediatamente combattiva. Queste forme sono generalmente esguite con una spada affilata (Shinken) e sono sequenze di combattimento che arrivano anche a sette-otto movimenti. In questa materia tipicamente si trovano le prove di taglio con una spada affilata (Tameshigiri) su oggetti che generalmente sono tatami di paglia arrotolati, tronchi di banano o bambù che garantiscono la sensazione della corretta postura e coordinazione necessaria per un possibile taglio su un arto umano.

Nello Iai-jutsu invece, le forme sono più brevi e composte di due-tre tecniche che sono contraddistinte da un ritmo specifico dato da estrazioni seguite da guardie “di attesa” e tagli violenti e veloci.

La materia specifica del Ken-jutsu, da non confondere con il Ken-Do, si studiano tutte quelle forme di combattimento in cui ci si trova con la spada già estratta dal fodero (Saya).

Durante lo studio di tutte queste forme didattiche ci si imbatte in molti kata – o sequenze prefissate, come accade anche in molte discipline a mani nude – dove lo studio biomeccanico del movimento è caratterizzato dalla combinazione di elementi come spazio-tempo-direzioni. In questo modo gli elementi fondamentali di una strategia si fondono manifestando lo stile proprio della disciplina e creando le difficoltà necessarie affinché lo studente possa incontrare i propri limiti fisici e temporali.

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