Quintiliano: Un buon maestro deve essere…

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sensei E. Sguazzi

Parli moltissimo dell’onestà e del bene: infatti, quanto più spesso ammonirà, tanto più raramente punirà; non sia assolutamente irascibile e tuttavia non tralasci le correzioni che si dovranno fare , sia semplice nell’insegnamento, resistente alla fatica, metodico piuttosto che incostante.

Risponda volentieri a chi pone domande, interroghi di sua iniziativa chi non ne pone. Nel lodare l’esposizione degli allievi non sia né parco né eccessivo, perché il primo atteggiamento genera in loro fastidio per la fatica, il secondo li fa adagiare nella tranquillità .

Nel correggere gli errori non sia aspro e non sia assolutamente offensivo: proprio questo, infatti, allontana molti dal proposito di studiare, ossia il fatto che alcuni insegnanti rimproveranocome se odiassero.

Egli stesso dica quotidianamente qualcosa, anzi molte cose, che gli ascoltatori possano meditare fra sé. Sebbene infatti dalla lettura derivino sufficienti esempi per l’imitazione, tuttavia alimenta in modo più completo la voce, come si dice, viva, e specialmente quella dell’insegnante, che gli allievi, se solo sono stati bene istruiti, amano e rispettano.

Reiwa

In Giappone, dopo 31 anni, l’imperatore Akihito ha abdicato a favore di Naruhito, il cui impero è iniziato il 1° maggio, segnando l’inizio di una nuova era. Nel 2016, in un videomessaggio, l’Imperatore Akihito, oggi 85enne, aveva annunciato la propria abdicazione in vita suscitando sorpresa in tutto il popolo giapponese: in quasi 200 anni di […]

via Reiwa, una nuova era di armonia e fortuna — AWARE

La casa del Matcha

Scopriamo lo chashitsu, ovvero la casa dove si svolge la cerimonia del tè giapponese

via La casa del Matcha — Viaggio Intorno al Tè, tea

I Koan

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Sumi-e

Ci sono molteplici approcci per tentare di cogliere i significati dell’Esistenza ed uno dei più particolari è sicuramente germogliato dalla filosofia Orientale ed è quello dei Kōan.

I Kōan ( 公案 ),il cui significato letterale nella lingua cinese è “avviso pubblico” e, metaforicamente, “guida per la vita”, sono comparsi per la prima volta in Cina nel IX secolo,  grazie al Maestro buddhista Huìyóng e la loro pratica si sarebbe diffusa poi a macchia d’olio in tutte le altre scuole Chan. I monasteri zen iniziarono a raccoglierli perciò, via via all’interno di opere più sistematiche, partendo dai “Boze Songgu” di Xuědòu Chóngxiǎn ( 980-1052), raccolta che un secolo dopo sarebbe stata ampliata col titolo di “ Bìyán lù” ( “Raccolta della Roccia blu”).

I Kōan sono tratti da dialoghi autentici tra Maestri zen e studenti oppure da Sutra o da antichi detti e fanno riferimento a storie, parabole, dichiarazioni di piccole dimensioni o addirittura alcune parole di una frase con lo scopo di aiutarci a superare gli schemi di pensiero di ogni giorno per arrivare, infine, ad una maggior comprensione delle cose. La categoria più importante dei Kōan è sicuramente quella chiamata “Del Risveglio” e cerca di aprire la mente sulle Verità fondamentali dell’Universo (“Chi sono io?”, “Cos’è la mente?”, “Da dove vengo?”, “Cosa c’è dopo la morte?”).

I Kōan possono diventare un mezzo per focalizzare i propri interrogativi, per superare il falso senso dell’io-ego e riuscire consapevolmente, attraverso la meditazione, a navigare lungo il flusso della propria vita, superando i dolori e le divisioni che i dubbi esistenziali portano costantemente con sé. Requisito fondamentale di questa pratica per riuscire a camminare lungo una strada verso l’Infinito è che lo studente debba costantemente recarsi per unadokusan ( Intervista ) dal Maestro che gli porrà poi davanti, come in uno specchio, le illusioni delle sue domande o delle possibili risposte. L’intento è di arrivare al Satori, un’esperienza improvvisa e momentanea che conduce il discepolo a fare tabula rasa delle sue precedenti convinzioni fino ad approdare a nuove forme di consapevolezza dell’Essere.

A livello iconografico, sia il Maestro che il discepolo, spesso sono raffigurati seduti nell’atto dello Zazen (坐禅 ) ovvero “Meditazione da seduti”, di solito su un cuscino tondo, con schiena dritta, il naso in linea con l’ombelico e le gambe incrociate nella posizione del loto. L’intento, anche corporeo, è quindi quello di dischiudersi ad una nuova dimensione di silenzio assoluto e pace. Insomma grazie a questo strumento meditativo, si arriva a sorvolare la propria realtà situazionale, a viverla con maggiore distacco e a riformularla per quello che invece la realtà stessa alla fine è ovvero un magma multiforme e multilaterale. Per comprendere meglio i Kōan:

Primo Koan:

-Su cos’è la Verità-

Un monaco domandò un giorno al suo maestro:

“Qual è la verità suprema?”

“Com’è bella la montagna oggi!” disse il maestro.

“Non ti ho chiesto della montagna, ma della verità.” ribatté il monaco.

E il maestro rispose: “Finché non vedrai la montagna, non vedrai la verità”.

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Quanto costa un viaggio in Giappone

Viaggiare in Giappone non deve essere per forza costoso. L’ho sognato per anni sicura di non potermelo permettere. Poi, spulciando in rete, ho trovato qualche consiglio su come risparmiare. Una volta giunta sul posto, ho scoperto che con qualche accorgimento si può anche viaggiare low cost in Giappone.

via Quanto costa un viaggio in Giappone e come risparmiare — VIAGGIARE CON GLI OCCHIALI