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28 marzo 2010 - Hanami
CHA TO KEN (il tè e la spada)
Si è tenuta presso il Museo Diocesano di Brescia la annuale classica manifestazione "hanami" organizzata dalla Fujikai.Mi sono interessato maggiormente alle cerimonie del tè ed alle esibizioni di Arti Marziali .
Vorrei affidarmi all'Hagakure per descrivere con efficacia le sensazioni che si possono provare partecipando a una cerimonia del tè.
Il maestro Nakano Kazuma disse :" Il vero cuore della cerimonia del tè è la purificazione dei sensi: la vista, con la contemplazione della composizione di fiori e pannelli con i dipinti dei paesaggi; l'odorato, con il profumo dell'incenso; l'udito con il suono dell'acqua che bolle; il gusto con il sapore del tè; il tatto con la postura corretta.
Quando purifichi i cinque sensi anche il cuore diventa puro. Quindi la funzione della cerimonia del tè è quella di purificare il cuore. Cerco di mantenere costantemente questo stato dell'essere e non dimenticare mai il cuore della cerimonia del tè, non per mero diletto.
Anche gli utensili necessari devono essere adeguati al proprio stato sociale".
Quanto alle performance marziali, penso che l'efficacia del gesto e della tecnica non siano sufficienti per definire la loro marzialità: questa dovrebbe esprimersi anche attraverso il KI e SHIN ( spirito e cuore)…ma ieri non sono riuscito a trovare né l'uno ne l'altro, purtroppo!
Onegaeshimasu!
Paolo Sirtoli
FU DO SHIN BUGEI BERGAMO
5 febbraio 2010
Valencia - Kangeiko e Taikai 2010 Ogawa
1° Incontro internazionale a Valencia dei rappresentanti di Stati uniti d'America, Portogallo, Spagna, Minas Gerais, Rio Grande del Sud, San Paolo del Brasile, Goiana e naturalmente... Italia!
Dopo avere preso parte allo stage estivo dello scorso anno (diario di viaggio) eccomi di nuovo ad un incontro al quale non potevo certo mancare. Si sa, gli sforzi a volte sono dolorosi ma ripagano se sono necessari!
Durante il passato corso estivo chiesi a Shidoshi Jordan di poter diventare un discepolo della sua scuola e fui accettato, dopo essere stato "pesato" e visto al lavoro da Shidoshi e dal Presidente della European Bugei Society, ero già molto felice di poter accedere ad un incarico così di importante. Quando nel nuovo anno inviai la domanda di ammissione al corso di preparazione apposito per i rappresentanti dei vari paesi, non immaginavo certo di dover subire un esame per passare alla fase successiva ed essere accettato "formalmente" come allievo della scuola. Così, due giorni prima di partire, sono stato avvisato che avrei dovuto sostenere il primo esame di "Nyumonsha" che avrebbe ufficialmente introdotto me e la mia scuola attraverso "la porta della scuola" investendomi del primo grado di Seito.
La settimana a Valencia è letteralmente volata e la compagnia degli altri rappresentanti e graduati, compagni di stanza con i quali ho condiviso tutto, è stata decisamente una esperienza multiculturale. Se lo scorso anno in pochi giorni ero riuscito a decfrare lingue come il portoghese e lo spagnolo senza grosse difficoltà, quest'ultima esperienza è stata davvero dura ma straordinaria: riunire USA/Italia/Brasile/Spagna/Portogallo/Estonia e riuscire a fare comunicare tutti in lingua inglese, tra il forbito e il "maccheronico", come solo in Italia riusciamo a fare. Eppure abbiamo comunicato e condiviso esperienze fantastiche, sul tatami e in casa di Shidoshi Jordan e Sensei Juliana. Grazie anche al tempo freddo e al dojo/tendone tra gli aranci, la pratica tecnica del metodo è stata minore ma non per questo meno profonda. Approfittando dell'ospitalità dei maestri, abbiamo sviluppato molte domande in merito alla spiritualità e alle discipline esoteriche nel giappone feudale dell'epoca Ogawa, fino ad arrivare alla cerimonia del Tè alla maniera E-bunto, che ho personalmente celebrato con Shidoshi e pochi ospiti.Non sono mancati momenti piacevoli e goliardici, come la spaghettata tutti insieme e la serata a base di churrasco alla maniera dell'amico "Gaucho" brasiliano, così come le serate a chiacchierare passandoci la bevanda brasiliana più simile al Tè verde: lo Chimarrao (erba Mate).
Il quarto giorno di permanenza ha visto la celebrazione dell'esame al bravissimo Thiago Finotti, brasiliano giovanissimo eppure di una profondità culturale smisurata. A sorpresa hanno coinvolto anche me nella "Banca" ovvero la commisione d'esame, durante la quale il giudizio tecnico e storico dell'esaminato non ha avuto cedimenti. Sono stato così incaricato insieme agli altri rappresentanti a gridare i tre rituali "Banzai!" a celebrare il primo grado di Sensei brasileiro della nuova generazione. Il giorno successivo, a casa dei maestri, abbiamo festeggiato molto semplicemente anche il passaggio a "Nyumonsha" mio e degli altri compagni; a celebrare tutto questo, tre diplomi in kanji tradizionali con i sigilli ufficiali della scuola e gli hanko di Shidoshi Jordan e Sensei Juliana. Inoltre l'autorizzazione di "Hombu Dojo Italia" per la nostra scuola, così che potrà rilasciare Diplomi e certificati di frequenza con propri hanko autorizzati. Inutile dire che torno dalla Spagna con la soddisfazione di avere trovato un ottima accoglienza, riconoscenza per il lavoro svolto, complimenti e possibilità nuove...ora bisogna lavorare. Come dico spesso, non si può eludere la pratica, mai.
Ad aspettarmi pochi giorni dopo i miei allievi, alcuni che avevano seguito le gesta nei video su Youtube o sul sito brasiliano della SBB, che mi festeggiano e si complimentano per la riuscita dell'operazione...cosa posso volere di più? Grazie davvero a tutti quanti! Soprattutto ai miei compagni di viaggio, reali e virtuali, che mi hanno assistito fino in fondo a questa nuova avventura con messaggi e incitazioni, mai per rinnegare il passato ma per costruire il futuro!
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Luglio 2009 - "KAZE NO RYU BUGEI OGAWA HA"
Seminario intensivo estivo 2009...io c'ero!
Di ritorno dalla Spagna per il corso intensivo estivo della "European Bugei Society", giusto due parole di commento per un evento che certamente ritengo il più interessante vissuto degli ultimi 25 anni.
La preparazione, la serietà e la vastità del programma tecnico, teorico , pratico, storico e medico, sono stati una grande e gradita sorpresa.
Circa 6/8 ore al giorno tra pratica, discussioni e teoria del Bugei mi hanno segnato profondamente e non posso che iniziare una seconda vita con una diversa visione del mondo marziale.
Certamente l'entusiasmo della partecipazione ha molto contribuito alla piena soddisfazione del seminario, ma assicuro a chi ancora non conosce le arti marziali a fondo, che la "Via" da percorrere ha una vastità impressionante e personalmente mi ha aperto una finestra su un mondo finora sconosciuto.
Pur essendo una "piccola organizzazione" (secondo i canoni abituali in Europa, dove se non hai almeno 500 allievi non sei nessuno...ndr) ha moltissimo da dare e da dire. Certo la provenienza brasiliana non contribuisce alla collocazione geografica che ci si aspetta, ma è certo che l'influsso nipponico di Ogawa Sensei nel luogo di origine si sente eccome.
Shidoshi Jordan è un pozzo di sapere, pratica da quando aveva 6 anni ed è cresciuto praticamente in casa Ogawa e la tradizione nippo/guerriera ne ha molto influenzato il carattere e la formazione.
Parla e scrive fluentemente giapponese, è calligrafo, artista eclettico di Sumi-e e di molte altre arti nihon, persona di grande cultura e gradevolissimo ospite.
Sono stato accolto in casa sua come un amico di lunga data e trattato come si conviene alla maniera nipponica, indipendentemente da chi sei, cosa fai e cosa hai fatto in precedenza.
Non posso che ringraziare il cielo ed il caso che mi ha portato a conoscere questa Scuola, perchè di vera Scuola si tratta!
Sandro Savoldelli
N.B.
A sorpresa, tra i molti complimenti ricevuti, questa mattina ho ricevuto la comunicazione ufficiale della carica di SHIBU-CHO (rappresentente della scuola per l'Italia) e l'invito a proseguire sulla strada del Bugei direttamente da Shidoshi Jordan e Juliana Sensei.
A loro va il mio ringraziamento per la stima mostrata, a Luis Nogueira Serrano un abbraccio per la cordialità e lo spirito di fratellanza che ha saputo infondere durante la mia partecipazione al seminario.
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Per chi fosse curioso: vedere qui le foto e il video promozionale:
Europa
Brasile
Video Youtube
Diario di viaggio
Articolo per "Informa VietVoDao" 1998
-Informa VVD-
<<Il mondo delle Arti Marziali è da sempre considerato dallo sportivo comune come zona pericolosa, vuoi per il risultato di decenni di cattiva cinematografia, vuoi per una scarsa opinione o diffidenza verso tutto ciò che arriva dai Paesi del "Sol Levante". Difficilmente si pensa agli aspetti educativi, formativi, psicologici che millenni di guerre, battaglie e sommosse popolari hanno portato nella cultura e nella tradizione e in ciò che resta del modo di vivere di quei grandi popoli. Ecco allora che il "marzialista" puro può contare su esperienze tramandate da intere generazioni di combattenti, esperienze che ancora oggi riescono ad interessare un gruppo piuttosto vasto di persone, e condividerne gli aspetti più reconditi e significativi. Qui nasce l'esigenza da parte del curioso o del vero appassionato, di vedere dove si cela la distinzione tra una disciplina ed un'altra, cos'è che crea la diversità tra discipline giapponesi, coreane, cinesi, vietnamite, filippine, ma soprattutto cosa le accomuna. E questo voler scavare nelle varie Arti porta prima o poi ad allenarsi, a combattere od a confrontarsi in qualche modo con diversi altri modi di intendere le Arti Marziali, e la ricerca continua, e la visione si apre ed allarga orizzonti e limiti. Personalmente sono convinto che lavorare in questo senso non sia in qualche modo inquinante nei confronti della propria disciplina, ma al contrario allarghi veramente la mente verso una conoscenza più profonda ed una convinzione forse più greve di ciò che si pratica. In qualità di praticante di Jujitsu, l'esperienza fatta in questi anni con i gruppi di Viet Vo Dao, con il Karate, il Judo, l’Aikido ed ogni altra disciplina, ha portato necessariamente una crescita tecnica, ma soprattutto una diversa voglia di lavorare insieme, una sorta di desiderio di scambio comune. In particolar modo ho avvertito questo da parte di ognuno dei Maestri che hanno partecipato a questi incontri, col desiderio di sopprimere le gelosie e le segregazioni di tanti anni. Lo sforzo maggiore nella piccola realtà bresciana credo sia stato quello di creare un’attività ricorrente comune, ovvero una giornata di studio dove ogni disciplina potesse esprimere il proprio meglio e dare la possibilità alle altre di poterne provarne l’essenza; quello che per definizione è la "Giornata delle Arti Marziali" dando così modo ad atleti e Maestri di socializzare, di creare scambi di opinioni e di condividerne le difficoltà. La crescita interiore quindi diventa assoluta ed il bagaglio tecnico rende l'atleta un uomo completo, conscio della propria preparazione e con una visione più ampia rispetto al giorno prima. E' interessante scoprire come ai giorni nostri sia ancora grande la voglia di comunità, di creare gruppo , nonostante la tendenza sia ad isolarsi; certamente sono cambiate le motivazioni per cui l'uomo-atleta si avvicina alla palestra ed è nostro compito di educatori, prima che di Maestri di Arti Marziali, dare lo stimolo iniziale corretto. >>
Sandro Savoldelli
Presidente Associazione Sportiva Bushido-
Dhammapada 369
Vuota l’acqua dalla tua barca,
liberati dalle inquinanti passioni
della brama e dell’odio:
disincagliato salpa
verso la liberazione.